All’inizio fu il dagherrotipo…

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Conoscere la storia della fotografia è forse il primo passo necessario da compiere prima di immergersi in questo mondo affascinante. Come affascinanti sono le sue origini. Partiamo dal nome e dalla sua etimologia. Fotografia deriva dalla unione di due parole greche che sono foto (luce) e grafia (scrittura). Una scrittura di luce, insomma, intesa come la capacità della fotografia di catturare e fissare momenti proprio utilizzando la luce. Oggi grazie ai servizi di stampa online è possibile stampare foto direttamente da casa utilizzando la tecnologia digitale, ma all’inizio della storia della fotografia non era proprio così…

Lo studio inizia nel 1813 con Niepce che prova a perfezionare le tecniche litografiche. Nel 1816 lo stesso Niepce si impegna nello studio della sensibilità alla luce del cloruro di argento. Una delle prime svolte arriva nel 1829 con Louis Daguerre che con Niepce fonda una società per lo sviluppo delle tecniche fotografiche e nel 1839 il brevetto di Daguerre, il dagherrotipo, vien presentato da Arago alla Accademia delle scienze francese, a tutti gli effetti il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini. Altro passo importante è l’introduzione delle pellicole in rullo in carta e celluloide (1880 e 1891). Nel 1923 viene introdotto il sistema reflex e nel 1948 il processo in bianco e nero della Polaroid. L’evoluzione tecnologica produce via via macchine e tecniche sempre più sofisticate con messa a fuoco ed esposizione che diventano automatiche. Negli anni ’80 si comincia parlare di digitale, sviluppata molto nei giorni nostri e in continua evoluzione. Oggi si parla di megapixel e le immagini sono sempre più definite.

Oggi anche la fotografia è quasi totalmente computerizzata e le foto sono diventate file facili da lavorare e riprodurre, anche da modificare con appositi programmi.

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